Stemma del casato degli Alioni

Presentato nel 1989 a palazzo Ottolenghi ad Asti , vuol essere una moderna interpretazione di un'azione comica del '500. Il testo di Carlo Francesco Conti prende spunto in parte dalle moralita' di origine medievale e dalle farse rinascimentali di carattere moraleggiante per mettere in scena la vita del commediografo e notabile astigiano Giovan Giorgio Alione.

Alione ( 1460 – 1521) scrisse farse di grande impatto teatrale con un linguaggio che mutua varie lingue e dialetti: dall'astigiano vero e proprio, al lombardo, allo spagnolo, al francese, al latino maccheronico. Tra le sue composizioni, una menzione particolare va alla Comedia de l’homo e de soi cinque sentimenti, apologo che si rifà alla tradizione morale francese e in cui si dimostra che tutti i sentimenti (ovvero i sensi) dell’uomo sono importanti: anche quello del ...cul (che per dimostrarlo, entra in sciopero) .   Alione fu contemporaneo di Angelo Beolco da Padova, ovveroRuzante, principale esponente del realismo rinascimentale in vernacolo. Per questo, Alione fu indicato anche come il Ruzante piemontese.

Nella rappresentazione si immagina che Alione si trovi di fronte a un Angelo che lo giudica per le sue scelleratezze (la vita dell'astigiano fu piuttosto avventurosa e conobbe anche sventure giudiziarie), esaminando ciascuna delle opere sopravvissute ai secoli e valutandone i contenuti, spesso sboccacciati e licenziosi, nello stile del racconto e del teatro popolare. Alione si difende ricordando di aver solamente descritto quanto accadeva ai suoi tempi, non solo per dileggio, ma anche per dare ai suoi concittadini di che riflettere, sia pure divertendosi. Al termine l'Angelo decide di assolvere Alione e gli restituisce l'anima, che all'inizio della rappresentazione il commediografo sembrava aver perso. La parte musicale è stata costruita su danze del periodo rinascimentale, principalmente tratte dalla raccolta di Tielman Susato e di autori come Pierre Phalese e Pierre Attaignant.

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